Libri

Dracula

Viaggio in Transilvania

Benvenuti!

Quello che sta per iniziare è un viaggio nel tempo alla ricerca di grandi emozioni, paura e sgomento, orrore e sorpresa.

Sfogliando le pagine della storia scopriremo episodi inquietanti realmente accaduti ma anche fatti agghiaccianti vivi solo nella fantasia degli uomini. Un insieme di leggende e di miti che sembrano nati solo per spaventare chi legge, lasciando per sempre il dubbio sulla loro reale esistenza. Quando la storia lascia il posto alla letteratura, e quest’ultima viene superata dal cinema, allora niente è più com’era e tutto può essere vero o falso, a seconda dello stato d’animo di chi guarda.

Dracula e i vampiri, miti o storia vera della Transilvania, terribili fantasmi dalla forma di pipistrello, assetati di sangue e di lettori...

Spero stiate comodi: il viaggio sta per cominciare. Benvenuti a Voyager!

 

   

Global, no global, new global

Scrivere un libro è un po’ come nuotare. Bracciate poderose e testa sotto il pelo dell’acqua per arrivare dritti al traguardo. In aerodinamicità.

Global, no global, new global in questo non ha fatto eccezione, nemmeno nel primordiale difetto che si evidenzia a stare sempre sotto l’acqua. Il rischio di perdere il ritmo nel respiro, di non vedere gli ostacoli che si parano davanti, di non godere delle meraviglie e dei colori del paesaggio.

Alessandra ci ha costretti ad alzare la testa, a vedere dove stessimo andando e, attraverso i suoi occhi, a percepire la globalizzazione, oltre la macroeconomia e le tesi politiche, per quella che è. Un’opportunità che tocca da vicino le persone, che toglie qualche scalino, con cui Ale era abituata

a fare i conti, e ne mette qualcun altro più in là. Ed allora siamo ripartiti con Alessandra, condividendo con lei alcune riflessioni e la foto di copertina, per un viaggio che si è generato dalla difficoltà e dalla curiosità.

Di questo vogliamo ringraziare Alessandra, di aver trasformato le tinte fosche che a volte si addensavano sulle nostre riflessioni in punti dai quali partire per dare “colore al mondo”, per pensare in positivo e interrogarci su come essere protagonisti di riflessioni costruttive, ottimistiche.

E che ce lo abbia insegnato Alessandra è la speranza che nessuna difficoltà potrà fermare la naturale propensione al bene che l’uomo incarna. In un tempo che scorre velocemente, dove l’oggi è già ieri, farci “trascinare” da Alessandra nel volto umano ed essenziale del fenomeno globale rende il “pensiero unico” sicuramente condiviso.

Roberto Falotico

Aurelio Pace

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