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(dal notiziario “W Ale Notizie” n°4, del 26 luglio 2011)

Assistere a CONTROVENTO è una esperienza che consiglierei a chiunque, non solo per la bellezza dello spettacolo, ma anche per quello che ti resta dentro quando sei fuori dal teatro.

Ti rendi conto di alcune verità lampanti che molto spesso rimangono inascoltate.

La prima volta che ho visto lo spettacolo era il 28 febbraio 2011, la giornata mondiale delle malattie rare. Avrei dovuto essere in ospedale il giorno dopo per un intervento ridicolo: rimuovere alcuni nei.

Avevo deciso, però, di guardare la prima parte e poi andare visto che alle 6 mi aspettava la levataccia. Non sono riuscito ad alzarmi prima della fine, non credo di aver mai applaudito così tanto in vita mia… È profondo Controvento, ti scaraventa all’interno di realtà che sono lasciate ai margini perché raccontarle non conviene a nessuno. Ma partecipare alla condizione dei vari ragazzi e ragazze, uomini e donne che sono rappresentati è davvero un’esperienza che ti segna, che ti arricchisce e ti fa capire quante cose siano futili e marginali confrontate a queste realtà. Il fatto che sia stato dedicato ad Ale è un grande orgoglio, che ancora mi proietta nella sua dimensione, mi palesa ancora una volta il suo essere straordinaria.

Nicola Bisceglia

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