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(dal notiziario “W Ale Notizie” n°8, del 15 luglio 2012)

di Angelica Marotta

Dopo  “L’Italia  sul  Due”,  la  diretta sul terremoto in Emilia e lo speciale dedicato al VII Incontro mondiale delle famiglie alla presenza di Papa Benedetto XVI, Lorena Bianchetti si appresta a prendere in mano il timone del programma autunnale di Rai Due: “Settimana in Famiglia”.

Lorena sei portavoce di valori, quanta importanza rivestono nella tua vita?
Sono punti di partenza di Lorena come persona, scegliere un percorso che possa portarla alla felicità e alla verità, un percorso professionale accompagnato da crescita personale. Considero chi mi segue persona, poi fruitore e consumatore e la tv uno strumento capace di offrire maggiore consapevolezza alla gente. È necessario  che nel mondo sempre più globalizzato, in televisione ci sia soprattutto verità. Con i mie collaboratori cerco una sintonia di interiorità di animo attenta a ciò che proponiamo al pubblico.

La tua carriera ha preso il volo con la conduzione di “A sua immagine”, settimanale di approfondimento culturale e religioso  realizzato in collaborazione con la Conferenza Episcopale Italiana. Che importanza ha la spiritualità  nella tua vita?
Non riesco a vivere senza la parte spirituale, che non vuol dire recitare “la preghierina” nel momento del bisogno. La preghiera intesa: come grandezza di animo, rispetto per gli altri, generosità, altruismo, può essere dentro a ogni cosa che facciamo. Da piccola ho sempre combattuto contro gli abusi. Ho sempre lottato per le ingiustizie. Persona introversa, per certi aspetti timida, amo sorridere alla vita…

A proposito di sorrisi , qual è il ricordo più vivo che hai di Alessandra?
Quello che mi manca di più è il suo animo elegante capace di grande valore intellettuale. Con Ale mi confidavo molto, con lei ho condiviso tanti momenti della mia vita artistica e personale e non sempre  belli ma lo abbiamo fatto divertendoci. Quando incontravo Ale, i suoi grandi occhi, il mio sorriso unito al suo diventavano spesso una grassa e sana risata… Sono contenta per la Fondazione, in particolare con le “Stanze di Ale”, lì possiamo sostenere le famiglie in difficoltà con problemi simili a quelli di Ale.

Da ben quattro anni una romana di “Roma Nord”, si è trasferita a Milano per lavoro, cosa ti manca della tua città?
Milano è una città discreta, non si rivela immediatamente, per certi aspetti mi assomiglia (sorride…), però il croissant proprio non mi piace, preferisco i cornetti di papà, bravo pasticcerie di “Roma Nord” appunto. 

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