Home > Articoli > Amare e Servire, Mons. Leuzzi a Melfi

(dal notiziario “W Ale Notizie” n°20, del 1 luglio 2015)

di Mimmo Sammartino

Un invito a interrogarsi. Come uomini, come cristiani, come Chiesa. Partendo dalle parole e dal pensiero di Papa Francesco. Con un convincimento: Chiesa e cristiano sono chiamati a servire. “O servono, o non servono”. Lo ha affermato a Melfi, nella Sala degli Stemmi, a conclusione di una serata piena di domande, mons. Lorenzo Leuzzi, vescovo ausiliare di Roma, cappellano della Camera dei Deputati, delegato per la Pastorale Universitaria e Sanitaria della Diocesi di Roma, e autore del libro “Amare e Servire – Il realismo storico di Papa Francesco” (Libreria EditriceVaticana), presentato nella cittadina federiciana per iniziativa della Fidapa e della Fondazione Alessandra Bisceglia W Ale Onlus, di cui Mons. Leuzzi è tra i soci Fondatori.

Con l’autore, una schiera di relatori autorevoli: Mons. Gianfranco Todisco (vescovo della Diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa) e Mons. Rocco Talucci (arcivescovo emerito di Brindisi-Ostuni); Filomena D’Amelio (presidente Fidapa sezione di Melfi) e Lucia Moccia (tesoriera nazionale Fidapa e assessore comunale all’istruzione, sport e pari opportunità); Antonio Bisceglia (Fondazione Alessandra Bisceglia W Ale Onlus), Aurelio Pace (consigliere regionale) la sottosegretaria al Miur, Angela D’Onghia. I contributi proposti avevano, come orizzonte, le parole del Pontefice. Quel Bergoglio che si è presentato a tutti dicendo: “sono un Papa venuto dalla fine del mondo”. La riflessione di Mons. Leuzzi parte proprio dal tema delle periferie. Ma “periferie esistenziali” presenti nel discorso di Papa Francesco come carattere del nostro tempo. Insieme allo sforzo per affermare “il primato della realtà” al fine di rilanciare “l’esistenza concreta”. Per fare ciò, occorre “liberarsi dai pregiudizi” e poi capire che, quanto stiamo vivendo, non è tanto “un’epoca di cambiamento”. È piuttosto un “cambiamento d’epoca”. Mons. Leuzzi evidenzia la necessità di affermare una “storicità dinamica”. E spiega: “la realtà dell’esistenza periferica è quella della stoNotiziario della Fondazione “W Ale” Onlus numero 20 © 1° luglio 2015 a cura di Lorena Fiorini hanno collaborato Lucia Basile Chiara Caprioli Mauro Carlucci Angelica Carretta Afra Fanizzi Cristina Ferrara Silham Fuggetta Franco Genzale Luciana Grieco Angela Lamanna Maria Langellotti Marco Michelli Mimmo Sammartino Marilena Tomaiuolo progetto grafico e impaginazione Stefano Pozzaglia ricità”. Individua anche insospettabili sintonie in questa ricerca: fa riferimento, ad esempio, alla “lettera dei marxisti ratzingeriani” che trova, fra credenti e non credenti, punti comuni “non negoziabili” perché mettono “in gioco la libertà e la dignità della persona umana”. Altro riferimento è il “Manifesto del nuovo realismo”. Resta un fatto: Chiesa e società, pur sospettose l’una dell’altra, devono rispondere alla sfida del realismo. È tempo di una nuova consapevolezza. Pensieri, riflessioni, domande che cadono nelle ore in cui, da un mondo periferico, tentano di raggiungere un approdo nel mondo dell’opulenza e delle opportunità, folle di donne e di uomini. Persone che, com’è accaduto per l’ennesima volta, finiscono in quel grande sepolcro d’acqua che è diventato il mar Mediterraneo. Il cordoglio che, da tanti, arriva nell’ora della tragedia, è della strage. Sono queste alcune delle “periferie esistenziali” con le quali ciascuno è chiamato a fare la propria parte. 

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