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(dal notiziario “W Ale Notizie” n°23, del 22 marzo 2016)

di Anna Claudia Pierluca

Mi chiamo Anna Claudia Pierluca, vivo in una piccola cittadina marchigiana e da pochi mesi frequento il primo anno del Dams alla Link Campus University di Roma. Il 4 dicembre 2015 ho preso parte ad un’iniziativa di beneficenza della “Fondazione W Ale Onlus” in cui, la stessa sera, ho avuto il piacere di inserirmi come volontaria con grande entusiasmo.

Sono fiera di poter dare il mio piccolo contributo perché, dopo aver conosciuto la storia di Alessandra e la sua grande famiglia, ho deciso di rendermi utile nella collaborazione di eventi, progetti e attività col fine poi di poter aiutare tantissime altre persone e famiglie che si trovano ad affrontare situazioni difficili causate da rare malformazioni vascolari. Il 19 dicembre ho avuto modo di parlare a più di 1.000 spettatori sul palco del teatro Sistina per presentare la Fondazione, illustrare le attività e chiedere un piccolo contributo ai presenti per il finanziamento di un dottorato di ricerca al fine di approfondire la conoscenza delle patologie e individuare percorsi terapeutici sempre più efficaci. Ovviamente ero agitatissima, ma ho preso coraggio e, anche se la mia voce e le mie mani erano un po’ tremolanti, ho avuto poi la soddisfazione di vedere che il mio messaggio era arrivato a tantissime persone che hanno lasciato poi diverse offerte. Un’ esperienza, quindi, ricca di emozioni e soddisfazioni che, circa un mese dopo, ho avuto la fortuna di riprovare. Infatti, nella mia città, abbiamo realizzato uno spettacolo all’Auditorium San Rocco di Senigallia, dedicato esclusivamente alla memoria di Alessandra con la partecipazione di due grandi artisti: Gabriele Carbonari e Marco Fattorini. In questo evento ho preso parte leggendo lo scritto di Ale “Il Sentimento Immateriale”: un brano commovente che ho interpretato con grande intensità per trasmettere il forte valore e significato presente in ogni singola parola da lei scritta. È stato davvero un onore partecipare e un enorme compiacimento nel vedere come la storia di Ale e la Fondazione siano riuscite a coinvolgere ed emozionare i cuori delle tante persone presenti. Il volontariato è, quindi, un’attività che mi gratifica molto e soprattutto grazie al calore e la forza del sorriso di Ale, ho cominciato a guardare “dentro” il prossimo non più come qualcuno di anonimo, ma come qualcuno che puoi aiutare, soprattutto se questo si trova in circostanze di vita difficili da affrontare. Mi sento, infine, di fare un ringraziamento speciale alla Fondazione e a Raffaella, madre di Alessandra, una grande donna e mamma piena di grinta e determinazione!

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