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(dal notiziario “W Ale Notizie” n°24, del 23 giugno 2016)

di Francesca Di Ciommo

Mi presento. Mi chiamo Francesca Di Ciommo, vivo a Lavello (PZ) ed ho la fortuna di aver incontrato il sorriso di Alessandra. Ale ed io abbiamo frequentato lo stesso Liceo, anche se classi differenti, e avendo molti amici in comune, da adolescenti, abbiamo condiviso uscite e feste.

Conosco la Fondazione Alessandra Bisceglia W Ale Onlus sin dalla sua nascita ed ho sempre cercato di supportarla attraverso contributi annuali, il 5×1000 e la partecipazione ad eventi da essa organizzati. Poi, a settembre
2015, sono entrata a far parte a tutti gli effetti del gruppo dei volontari della Fondazione. Al termine di un seminario sul senso del volontariato,organizzato dalla Fondazione a giugno, in collaborazione con il CSV Basilicata, dove partecipavo come socia del CIF di Lavello, ho accolto con gioia l’invito di Raffaella ad unirmi attivamente al gruppo dei volontari di Basilicata.
Grazie all’accoglienza di Raffaella e Antonio, i mitici genitori di Ale, e degli altri amici volontari mi sono catapultata nelle attività della Fondazione.
Sono felice di aver incontrato il mondo della Fondazione e tutti coloro che gravitano intorno ad essa. Ho conosciuto delle persone straordinarie, dotate di grande spessore, personale e professionale. Gli altri volontari, infatti, mi hanno preso per mano, mi supportano con la loro esperienza e mi stanno accompagnando in questo percorso di crescita. Il confronto con loro e, in generale, con la realtà del volontariato mi sta arricchendo profondamente, spronandomi a migliorare. Durante il Convegno per la IX Giornata delle malattie rare, tenutosi a Potenza il 29 febbraio, ho sentito più forte il dovere di spendermi attivamente per gli altri.
Sono intervenuta per illustrare le finalità e i progetti che la Fondazione attua su tutto il territorio nazionale, nell’ambito dello studio e la cura delle anomalie vascolari. In questa occasione, ho anche avuto modo di ascoltare la voce delle altre associazioni presenti, le testimonianze dei pazienti e dei medici che li accompagnano nel loro percorso di cura. Il Volontariato fa bene a chi lo riceve ed anche a chi lo fa! Eh Sì, aiutare gli altri, aiuta ad aiutare anche se stessi! In questi mesi, infatti, è cambiato il mio approccio alla vita e, soprattutto, si è profondamente trasformato il mio modo di affrontare i problemi. Quest’esperienza mi insegna ad apprezzare di più quello che ho, a dare più valore alle piccole cose, a gioire per i gesti semplici e fatti con il cuore, ad essere più coraggiosa, a lamentarmi di meno. Sprigiona il mio entusiasmo di aiutare chi ne ha veramente bisogno e scatena la mia voglia di donare me stessa ed il mio tempo libero a chi deve convivere con seri problemi di salute. Mi piace pensare che noi volontari siamo una risorsa preziosa. Concentriamo le nostre energie, sforzandoci di dare il nostro contributo, per attivare un circolo virtuoso: tendere la mano a chi è in difficoltà, cercare di alleviare la sua sofferenza e donare un conforto, ricevendo in cambio un sorriso come grazie.

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