{"id":1911,"date":"2021-06-08T17:21:28","date_gmt":"2021-06-08T15:21:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fondazionevivaale.org\/premioalessandrabisceglia\/?p=1911"},"modified":"2021-06-15T10:14:30","modified_gmt":"2021-06-15T08:14:30","slug":"intervista-a-ilaria-beretta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fondazionevivaale.org\/premioalessandrabisceglia\/intervista-a-ilaria-beretta\/","title":{"rendered":"Intervista a Ilaria Beretta"},"content":{"rendered":"<p><em><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-2016 size-thumbnail\" src=\"https:\/\/www.fondazionevivaale.org\/premioalessandrabisceglia\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Beretta-Ilaria-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/>Ilaria Beretta, 28 anni, \u00e8 giornalista professionista. Collabora con il bisettimanale d\u2019attualit\u00e0 per bambini Popotus e il quotidiano Avvenire. Responsabile della comunicazione per un istituto religioso, scrive anche per \u201cMondo e Missione\u201d e \u201cCredere\u201d dando spazio a buone pratiche ed esperienze di solidariet\u00e0. Nel 2017 ha vinto il Premio De Carli per l\u2019informazione religiosa e nel 2020 una menzione speciale del Premio Benedetta D\u2019Intino per la comunicazione della disabilit\u00e0. Ha scritto il libro \u201cQuello che le donne non dicono alla Chiesa\u201d (\u00c0ncora, 2019) e ogni settimana registra il podcast per bambini \u201cLe notizie della illy\u201d.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00c8 una sfida partecipare a un Premio Giornalistico di un tema cos\u00ec specifico?<\/strong><\/p>\n<p>Assolutamente s\u00ec, soprattutto per me che spesso ho a che fare con piccoli lettori, bambini dai 6 anni in su, ai quali sembra gi\u00e0 impossibile raccontare l\u2019attualit\u00e0: figuriamoci un tema delicato come la disabilit\u00e0\u2026<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Qual \u00e8 la storia o il caso che hai raccontato che ti ha segnato di pi\u00f9? <\/strong><\/p>\n<p>Mi ha colpito molto un\u2019intervista fatta qualche anno fa a un\u2019operatrice sociale delle carceri milanesi. Collaborando con marchi di alta moda, ha permesso alle detenute non semplicemente di lavorare e occupare il tempo, ma di diventare sarte specializzate i cui lavori sono richiesti dalle boutique pi\u00f9 famose del mondo. Pi\u00f9 recentemente ho incontrato e intervistato una religiosa che da quarant\u2019anni in Costa d\u2019Avorio si occupa di bambini con disabilit\u00e0 e soprattutto di cancellare lo stigma che ancora oggi li accompagna.<\/p>\n<p><strong>Cosa pu\u00f2 e\/o deve essere oggetto di informazione? <\/strong><\/p>\n<p>Personalmente ritengo ci sia un grande bisogno di buone pratiche che diano lo spunto ad altri a fare altrettanto. Siamo abituati allo slogan \u201cbad news is a good news\u201d e naturalmente non nego l\u2019importanza del giornalismo come cane da guardia della democrazia. Tuttavia, l\u2019informazione dovrebbe farsi veicolo anche di un contagio positivo, di storie che hanno il potere di innescare processi di cambiamento.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>La Comunicazione Sociale \u00e8 un tema che trova spazio sulle testate?<\/strong><\/p>\n<p>Negli ultimi anni mi sembra che ci sia un\u2019attenzione maggiore in questo senso, anche se la strada da fare \u00e8 ancora lunga.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Quali gli effetti dei Mass Media e New Media sulla comunicazione sociale?<\/strong><\/p>\n<p>Mi sembra positivo. I nuovi media permettono di entrare in contatto rapidamente con un maggior numero di persone e soprattutto di coinvolgerle: un aspetto particolarmente interessante per chi si occupa di comunicazione sociale e punta a sensibilizzare e a spingere i lettori a collaborare.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Esistono parole \u201cgiuste\u201d per trattare la Comunicazione? <\/strong><\/p>\n<p>La comunicazione \u00e8 sempre fatta di parole, pertanto \u00e8 senz\u2019altro fondamentale conoscerle e saperle trattare. Penso, per esempio, all\u2019importanza di curare la scelta dei vocaboli per non generare allarmismi infondati; oppure ai tanti casi in cui si tratteggia a tinte vivide un fatto che invece, per etica professionale, dovrebbe essere raccontato con pi\u00f9 sfumati\u2026<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Le notizie da divulgare e raccontare devono essere sempre nuove?<\/strong><\/p>\n<p>La notiziabilit\u00e0 di un fatto non si limita solo alla sua attualit\u00e0 temporale. Personalmente ritengo che, nel costante flusso di notizie &#8211; spesso in formato <em>flash &#8211;<\/em> in cui siamo immersi, \u00e8 molto utile divulgare (e dall\u2019altro lato leggere) articoli di sintesi e approfondimento su tematiche o concetti particolarmente importanti.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Le testate, oggi, secondo te sono prodotti commerciali o servizi pubblici?<\/strong><\/p>\n<p>Entrambe le cose. Da un lato, nella crisi editoriale in cui ci troviamo, \u00e8 innegabile una certa tendenza ad \u201cacchiappare lettori\u201d con strategie <em>push<\/em> pi\u00f9 simili a quelle usate dal marketing che al linguaggio obiettivo richiesta ai giornalisti. Dall\u2019altra ci sono un buon numero di prodotti giornalistici e singoli cronisti che continuano a fare un grande lavoro di ricerca e racconto: bisogna avere la pazienza di individuarli e seguirli.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Che significa essere un buon giornalista?<\/strong><\/p>\n<p>Sforzarsi di capire ogni cosa per bene, senza dare per scontato nessun concetto, prima di raccontarla ad altri, scegliendo lo stile e le parole giuste.<\/p>\n<p><strong>Come sei venuto a conoscenza del Premio? <\/strong><\/p>\n<p>Online, navigando sul sito della Fnsi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ilaria Beretta, 28 anni, \u00e8 giornalista professionista. 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