{"id":2216,"date":"2022-02-22T08:59:41","date_gmt":"2022-02-22T07:59:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fondazionevivaale.org\/premioalessandrabisceglia\/?p=2216"},"modified":"2022-02-22T08:59:41","modified_gmt":"2022-02-22T07:59:41","slug":"la-forza-delle-immagini-per-raccontare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fondazionevivaale.org\/premioalessandrabisceglia\/la-forza-delle-immagini-per-raccontare\/","title":{"rendered":"La forza delle immagini per raccontare"},"content":{"rendered":"<p><em><strong>Vincenzo Morgante<\/strong> &#8211; Direttore Tv 2000<\/em><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/t8o-uBcfjno?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>\u201cGrazie per l\u2019invito a questo appuntamento, davvero un evento diverso da molti altri, un percorso di fecondit\u00e0 che si \u00e8 andato consolidando. De Bortoli nel suo intervento ha reso giustizia a quanti credono che raccontare il bene da parte dei giornalisti non significhi far parte di un settore del giornalismo di serie B. Raccontare il bene comporta una competenza e una responsabilit\u00e0 al pari di qualunque altro svolga questo mestiere. Non tutti la pensano cos\u00ec. L\u2019idea diffusa \u00e8 che occuparsi di alcuni temi &#8211; e quindi temi come il capitale sociale &#8211; significhi occuparsi di temi leggeri. In realt\u00e0 stiamo parlando di un fenomeno fondamentale per la tenuta di un Paese. Credo che anche per i giovani colleghi del master sia stata un\u2019occasione importante e cbhe abbiano ricevuto stimoli significativi per un settore che richiede attenzione e competenze, anche di natura giornalistica, un ambito per il quale c\u2019\u00e8 ancora tanto spazio. De Bortoli ci ha ricordato anche i criteri per raccontare questo settore, che sono anche i criteri della professione: la competenza, la seriet\u00e0, la credibilit\u00e0, il non fermarsi alla verit\u00e0 pubblica ma andare oltre. Gli stessi criteri che devono accompagnare chi si occupa di economia, chi si occupa di cronaca nera, chi si occupa di sport. Sono grato di questa sottolineatura. Cos\u00ec come concordo con quanto ci ha detto Ruffini: una fotografia che una settimana prima si era deciso di non pubblicare, che poi una settimana dopo si decide di pubblicare. Dietro al lavoro giornalistico c\u2019\u00e8 tanto impegno. C\u2019\u00e8 una riflessione anche dietro la scelta di una foto. Si mettono in campo competenze, sensibilit\u00e0, conoscenze: anche questa mi \u00e8 sembrata una bella lezione di giornalismo. \u201cVieni e vedi\u201d, dice l\u2019apostolo Filippo nel brano del vangelo di Giovanni. Papa Francesco lo suggerisce per ogni espressione comunicativa che debba essere limpida e onesta: nella redazione di un giornale come nel mondo del web, nella predicazione ordinaria della Chiesa come nella comunicazione politica e sociale. A mio avviso una delle sfide per rifondare il giornalismo (soprattutto oggi che la tesi pandemica ha accentuato certe cattive abitudini del fare giornalismo che bisogna spazzare se vogliamo salvare quella che non solo \u00e8 il nostro mestiere, ma \u00e8 servizio sociale) \u00e8 andare, vedere e poi raccontare con ogni mezzo che si ha a disposizione. Quindi uscire dalle redazioni, dagli studi televisivi e radiofonici, consumare la suola delle scarpe, far s\u00ec che tutto ci\u00f2 torni ad essere centrale nella nostra professionalit\u00e0. Oggi il viaggio \u00e8 spesso telematico, ma se nell\u2019ultimo anno e mezzo \u00e8 stato una necessit\u00e0 per colpa della pandemia \u00e8 giunto il tempo di tentare di invertire la rotta: se vogliamo evitare &#8211; e vogliamo farlo &#8211; un\u2019informazione appiattita (con sempre le stesse fonti dirette) dobbiamo tornare alle origini \u2026 e naturalmente adeguando forze e mezzi ai tempi, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un problema a monte, che va oltre la volont\u00e0 dei direttori, che \u00e8 quello delle risorse nel mondo dell\u2019informazione; un problema che si fa sempre pi\u00f9 complicato. Quando possibile dobbiamo condividere: \u00e8 sbagliato scrivere di qualcuno senza averne condiviso un po\u2019 la vita. Questa \u00e8 l\u2019idea del grande Ryszard Kapu\u015bci\u0144ski, un mito del giornalismo mondiale, che al giornalismo, alle sue regole e alle sue difficolt\u00e0 ha dedicato un libro molto bello, dal titolo \u201cIl cinico non \u00e8 adatto a questo mestiere\u201d. Ecco, noi al Tg 2000 come nelle altre redazioni cerchiamo di fare informazione attraverso le parole, i suoni &#8211; quelli che i tecnici chiamano effetti &#8211; e anche e soprattutto le immagini: vedere, guardare, osservare, mostrare, condividere \u2026 e nei tempi in cui l\u2019informazione ha trovato la via veloce dei social, tolta la tara della mancanza di verifiche, che giustamente lamentiamo in merito proprio ai social, \u00e8 proprio attraverso le immagini che ci relazioniamo in prima battuta. Le persone utilizzano le immagini come strumenti per relazionarsi nel mondo, perch\u00e9 la comprensione \u00e8 pi\u00f9 immediata e perch\u00e9 restano pi\u00f9 impresse \u2026 e peraltro sui social fanno pi\u00f9 visualizzazioni. Un esempio \u00e8 gi\u00e0 stato citato da Paolo Ruffini: \u00e8 l\u2019immagine di Papa Francesco che cammina da solo sul sagrato di piazza San Pietro il 27 marzo dello scorso anno. Un altro esempio significativo \u00e8 l\u2019immagine del presidente della Repubblica Mattarella (c\u2019\u00e8 una bellissima foto ancora pubblicata sul sito del Quirinale) mentre si muove tra le macerie di Amatrice. Ecco, in quella foto, accanto a lui c\u2019\u00e8 un Corazziere, che presta di solito servizio al Quirinale: \u00e8 un\u2019immagine forte, se vogliamo anche simbolica, di uno Stato, dell\u2019intera comunit\u00e0 nazionale, che rende omaggio alle vittime del sisma. Si tratta &#8211; questi come altri esempi che potremmo citare &#8211; di momenti che interpellano noi giornalisti, uomini e donne di comunicazione, in questo caso nel campo della televisione, a rivalutare sempre pi\u00f9 le immagini come un messaggio forte, completo e &#8211; si spera &#8211; esaustivo. Nei servizi televisivi spesso sentiamo troppe parole pronunciate da un giornalista e meno effetti audio e video: e questo apre un capitolo del protagonismo di noi giornalisti sulla notizia stessa. Ha pi\u00f9 valore l\u2019immagine del giornalista che firma il servizio o la notizia, qualunque essa sia, che si sta comunicando? Rivendicando che la firma conta, che la bravura, la competenza, la seriet\u00e0, la capacit\u00e0 di analisi del giornalista siano comunque fondamentali e imprescindibili, per\u00f2 credo che la notizia debba tornare ad essere il nostro vero datore di lavoro. Non possiamo dimenticare, o meglio dobbiamo ogni giorno ricordarci, che il nostro mestiere, tra le sue svariate funzioni, comprende quello di comunicare in modo chiaro e semplice alla gente. Siamo il mezzo attraverso il quale portiamo i fatti accaduti anche a chilometri di distanza nelle case delle persone. Abbiamo, insomma, una grandissima responsabilit\u00e0. Fin dal primo giorno del mio insediamento alla guida di Tv 2000 ho insistito sul concetto che anche una emittente come la nostra pu\u00f2 e deve fare servizio pubblico \u2026 e fare servizio pubblico significa parlare a tutti, senza distinzione, senza preoccuparsi dell\u2019et\u00e0, degli interessi, offrendo contenuti per tutti, credibili. \u00c8 ci\u00f2 che per esempio cerchiamo di fare a Tv 2000, con la speranza che ciascuno possa trovare qualcosa che gli interessi, oppure trovare delle sorprese che gli stimolino interessi, per convincerlo quindi a rimanere a guardare la nostra tv. Ecco, per fare ci\u00f2 dobbiamo tenere monitorati gli andamenti e soprattutto le nuove sfide che i media pongono oggi. Sicuramente il peso nella societ\u00e0 della televisione \u00e8 notevole, ma \u00e8 cambiata &#8211; come sappiamo e ancora pi\u00f9 cambier\u00e0 nei prossimi anni &#8211; la modalit\u00e0 di fruizione \u2026 e quindi anche i contenuti dovranno adeguarsi e si stanno gi\u00e0 adeguando. Vedi il fenomeno delle smart tv, dello streaming, della trasmissione via Internet. La tv vede oggi ridotta la propria sacralit\u00e0. \u201cLo hanno detto alla tv\u201d non \u00e8 pi\u00f9 una garanzia, anzi, spesso \u00e8 altro. Pi\u00f9 frequentemente si sente dire ormai: \u201cL\u2019ho letto e l\u2019ho visto su Internet\u201d; \u201cL\u2019ho visto, l\u2019ho letto su Instagram, su Twitter\u201d. L\u2019evoluzione tecnologica ha reso necessario un ripensamento del ruolo della tv, oggi al pari di Internet come mezzo di comunicazione. Ma \u00e8 probabile che i due mass media continueranno a convivere, accanto, per lungo tempo, proprio perch\u00e9 hanno una struttura differente e caratteristiche che li rendono perfettamente integrabili fra di loro. L\u2019evoluzione-cambiamento tocca due dimensioni: il tempo e lo spazio. Internet, attraverso lo streaming, per esempio ha regalato all\u2019offerta televisiva la possibilit\u00e0 di essere al servizio di chiunque, in qualunque momento e in qualunque luogo: un\u2019evoluzione che muta radicalmente anche il ruolo del telespettatore che diviene, lo sappiamo, fortemente attivo. In questa nuova veste il telespettatore assurge a guida di una comunicazione che diventa tematica e si divide e si differenzia in tante nicchie diverse per interessi e argomenti. L\u2019intreccio di vecchi e nuovi mezzi di comunicazione, dunque, ci induce ad una riflessione: la tv come il web richiede una quantit\u00e0 di immagini sempre maggiore e i giovani, purtroppo &#8211; anche se in pandemia qualcuno \u00e8 tornato al gusto e al piacere della lettura &#8211; si informano solo attraverso i social e spesso cercano solo quello che si pu\u00f2 vedere e non leggere. Allora il nostro lavoro richiede a tutti noi di essere sempre pi\u00f9 specialisti delle immagini. Oggi i particolari fanno la differenza tra un video visto da milioni di persone e un altro che si perde nel grande mare del web. Allora \u201candare, vedere, ascoltare\u201d, come ben evidenzia il titolo del convegno richiede a noi comunicatori una crescita di qualit\u00e0 sempre pi\u00f9 al servizio della comunit\u00e0, sempre pi\u00f9 al servizio degli altri\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vincenzo Morgante &#8211; Direttore Tv 2000 \u201cGrazie per l\u2019invito a questo appuntamento, davvero un evento diverso da molti altri, un percorso di fecondit\u00e0 che si \u00e8 andato consolidando. 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