{"id":2454,"date":"2023-01-26T12:27:14","date_gmt":"2023-01-26T11:27:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fondazionevivaale.org\/premioalessandrabisceglia\/?p=2454"},"modified":"2023-01-31T11:17:48","modified_gmt":"2023-01-31T10:17:48","slug":"apertura-dei-lavori-donatella-pacelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fondazionevivaale.org\/premioalessandrabisceglia\/apertura-dei-lavori-donatella-pacelli\/","title":{"rendered":"Apertura dei lavori &#8211; Donatella Pacelli professoressa Lumsa di Roma, vicepresidente Fondazione Alessandra Bisceglia"},"content":{"rendered":"<h3><span style=\"color: #000080;\"><strong>Donatella Pacelli<\/strong>, professore ordinario all\u2019Universit\u00e0 Lumsa di Roma, vicepresidente Fondazione Alessandra Bisceglia<\/span><\/h3>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000080;\"><strong><em>Apertura dei lavori<\/em><\/strong><\/span><\/h3>\n<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/35uRvB4utMI?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" allowfullscreen title=\"Apertura dei lavori Convegno ECM VI ed. Premio Giornalistico Alessandra Bisceglia -Donatella Pacelli\"><\/iframe><\/p>\n<p>\u201cBenvenuti a questo evento, che ormai per noi \u00e8 un appuntamento molto sentito e che \u00e8 arrivato alla sua sesta edizione. Un appuntamento con cui la Fondazione ViVa Ale, l\u2019Universit\u00e0 Lumsa di Roma e l\u2019Ordine dei Giornalisti portano avanti un progetto condiviso, teso a valorizzare il giornalismo che ha il coraggio di fare comunicazione sociale; che ha il coraggio di farlo declinando il grande tema della comunicazione sociale con particolare attenzione al tema delle malattie rare: quelle patologie che hanno conosciuto molte persone\u00a0 e che non sono pi\u00f9 tanto rare, ma che hanno bisogno di formazione e di divulgazione, per far anche capire che forse siamo pronti a un approccio culturale diverso rispetto alla malattia. \u00c8 un progetto che unisce in un continuo sinergico, il momento della formazione a quello del riconoscimento e della valorizzazione dei giovani e meno giovani. Ringraziamo veramente tanto i giovani che hanno risposto a questo bando, perch\u00e9 hanno colto, nell\u2019ormai grande panorama dei premi giornalistici, l\u2019aspetto, la specificit\u00e0 e l\u2019identit\u00e0 di questo particolare concorso. Un concorso che entra nel cuore della comunicazione sociale con un\u2019attenzione mirata a migliorare le condizioni di chi vive una patologia rara e che lo fa \u00a0&#8211; come mi piace dire &#8211; con narrazioni che raccontando i disagi che esistono, le barriere fisiche e simboliche che ancora dobbiamo superare, ma anche con contro-narrazioni che fanno un po\u2019 di luce su cosa sta cambiando e sui traguardi raggiuti anche in termini di empowerment da parte di chi vive nel disagio, di tutto ci\u00f2 che concorre a non aggiungere disagio al disagio. Stiamo parlando di un momento formativo importante, che precede il conferimento del premio e dei riconoscimenti speciali, che ci fanno capire che abbiamo un giornalismo italiano che gode di una buona salute. Forse di alcune di queste testate si parla poco. Ma ci sono. E nel momento di conferire i premi ci fa piacere testimoniare anche il fatto che non ci sono solo giovani agli albori della loro professione, ma anche rappresentanti di un giornalismo pi\u00f9 strutturato. La parte iniziale (del corso-convegno, ndr.) sar\u00e0 dedicata ad introdurre i nostri temi con un momento di alta formazione. \u00a0Ringrazio veramente tutti i relatori e giornalisti che hanno accolto il nostro invito ad essere presenti in questo convegno e a condurci in un dibattito che penso sia veramente molto interessante. Nei nostri convegni abbiamo gi\u00e0 messo a fuoco la difficolt\u00e0 di trovare le parole giuste, di dialogare tra vecchio e nuovo giornalismo, di mantenere questo ethos e di andare a divulgare e a toccare con mano le situazioni di cui si vuole parlare. Oggi non potevamo non parlare dei problemi che si affrontano, con i temi della comunicazione sociale e della malattia in particolare, in un contesto difficile che ha alterato la nostra vita e che ha messo anche in subbuglio anche le agende giornalistiche: crisi su crisi, pandemia e guerra non possono non impattare su una trattazione giornalistica che per lasciare spazio ai fragili deve sicuramente fare un importante lavoro aggiuntivo. Crediamo molto nella formazione e nella divulgazione. Siamo in un Ateneo e quindi sentiamo l\u2019importanza di mantenere l\u2019insegnamento di Alessandra nella formazione, nella divulgazione, nell\u2019informazione. Le immagini che abbiamo visto narrano tanto di lei. Ma finito il video, quello che ci rimane \u00e8 una luce, una luce profonda, la luce del suo sguardo, la luce e la forza del suo sorriso. Ecco, questa luce non si \u00e8 dispersa. Questa luce si \u00e8 riversata nel lavoro di una Fondazione che grazie, in primis, alla splendida famiglia di Alessandra (Raffaella, Antonio, Nicola e Serena) non ha disperso questo insegnamento. Grazie a tutti i soci fondatori e grazie in particolare alla prima presidente della nostra Fondazione, che con l\u2019intelligenza creativa, l\u2019intuito a sensibilit\u00e0 che la contraddistingue ha capito che una Fondazione nel nome di Alessandra poteva fare tante cose e poteva volare alto !!! Sono 12 anni &#8211; e non senza difficolt\u00e0 &#8211; che la nostra Fondazione vola alto !!! E mi fa piacere dirlo come relatrice di Alessandra e come vicepresidente di questa Fondazione, che grazie ad Alessandra \u00e8 diventata la famiglia di noi tutti. Il materiale divulgativo che trovate anche nelle varie sacchette (distribuite in sala, ndr.) e comunque nel sito (della Fondazione Alessandra Bisceglia, ndr.) vi fa capire quante cose importanti faccia la Fondazione, che nasce per sostenere la ricerca sulle patologie rare, sotto a guida ineguagliabile, sapiente e generosa del nostro direttore scientifico Cosmoferruccio De Stefano. Ma il lavoro poi \u00e8 cresciuto. Ed \u00e8 cresciuto in un approccio interdisciplinare che fa anche formazione nelle scuole, che fa accompagnamento per le famiglie che si trovano a vivere queste difficolt\u00e0, grazie ad una \u00e9quipe molto articolata. In tutto questo grande lavoro, il Premio Giornalistico Alessandra Bisceglia per la comunicazione sociale occupa un posto importante per due motivi. Il primo, perch\u00e9 Alessandra era una giovane donna giornalista che ci ha creduto tanto e che ha fatto del suo talento un\u2019affermazione personale importante. L\u2019abbiamo vista, a neanche 28 anni, raggiungere traguardi importanti per come si \u00e8 impegnata nello studio e nella professione: una professione che metteva insieme il giornalista e l\u2019autore. Il secondo motivo di importanza, \u00e8 che questo Premio dimostra che i temi difficili della comunicazione sociale, che incrocia il vero grosso tema della malattia, non possono essere affidati solo alla divulgazione scientifica. Grazie a tutti coloro che sono qui, grazie a chi ha risposto al bando. La partecipazione sempre crescente ci fa capire che siamo sulla buona strada. E abbiamo avuto contributi di grande sensibilit\u00e0 sia dai premiati che dai non premiati. Grazie ai relatori, grazie agli illustri presenti a questo primo tavolo di saluti. Cedo subito la parola al nostro Magnifico Rettore, il professor Francesco Bonini, che ringrazio anche a titolo personale, perch\u00e9 ha sempre sostenuto con grande passione e commozione quello che noi facevamo nel nome di Alessandra. Cominceremo con il professor Bonini, seguir\u00e0 la professoressa Lorenza Lei, presidente onorario della Fondazione, che ringrazio anticipatamente. Saluto anche il presidente di Farmindustria, Marcello Cattani, nuovo compagno di viaggi, che colgo l\u2019occasione di ringraziare subito, perch\u00e9 abbiamo veramente bisogno di un sostegno ampio e di articolare il nostro lavoro su vari fronti. Chiaramente, non posso non ringraziare gli amici dell\u2019Ordine dei Giornalisti del Lazio e nazionale, come Paola Spadari, nostra grande amica, tanto vicina alla Fondazione. Grazie a tutti !!!\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Donatella Pacelli, professore ordinario all\u2019Universit\u00e0 Lumsa di Roma, vicepresidente Fondazione Alessandra Bisceglia Apertura dei lavori \u201cBenvenuti a questo evento, che ormai per noi \u00e8 un appuntamento molto sentito e che \u00e8 arrivato alla sua sesta edizione. 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