RUBRICA HELPLINE: Nuove procedure per l’accertamento della disabilità

DAL NOTIZIARIO 63 – marzo 2026

RUBRICA HELPLINE: Normative, disabilità e Anomalie Vascolari in collaborazione con l’avvocato E. Stasi Referente legale Fondazione Viva Ale

Il sistema italiano di riconoscimento dell’invalidità civile e della disabilità sta attraversando una fase di profondo cambiamento. Con la riforma prevista dal Decreto Legislativo n. 62 del 2024, attuativo della legge delega sulla disabilità, sono state introdotte nuove modalità per l’accertamento e la revisione della condizione di disabilità, con l’obiettivo di semplificare le procedure e garantire maggiore uniformità sul territorio nazionale.

Una delle novità più rilevanti riguarda il ruolo dell’INPS, che diventerà progressivamente l’ente unico responsabile della valutazione sanitaria. In questo modo si supera il precedente sistema basato sulla doppia verifica tra ASL e INPS, spesso fonte di tempi lunghi e procedure complesse. 

Il nuovo modello prevede inoltre una procedura più snella per l’avvio della richiesta. L’iter non partirà più da una domanda amministrativa presentata dal cittadino, ma dal certificato medico introduttivo trasmesso telematicamente all’INPS dal medico curante o da uno specialista del Servizio sanitario nazionale. Questo documento attiverà automaticamente il procedimento di accertamento della disabilità. 

Un’altra innovazione significativa è l’introduzione di una certificazione unica della disabilità. In passato, infatti, per ottenere il riconoscimento di diverse condizioni — come invalidità civile, legge 104, cecità o sordità — era necessario affrontare percorsi separati. Con la riforma, invece, tutte queste valutazioni confluiranno in un unico accertamento, riducendo la burocrazia e semplificando l’accesso alle tutele previste dalla normativa. 

La riforma introduce anche un approccio più ampio alla valutazione della disabilità. Non verrà considerato soltanto l’aspetto sanitario, ma anche l’impatto che la condizione di salute ha sulla vita quotidiana della persona. In questo contesto assume un ruolo centrale la cosiddetta “valutazione multidimensionale”, che tiene conto delle esigenze sociali, relazionali e lavorative dell’individuo.

A partire da questa valutazione potrà essere elaborato il cosiddetto “Progetto di vita”, uno strumento personalizzato che punta a favorire l’autonomia, l’inclusione sociale e la partecipazione attiva delle persone con disabilità nella comunità. 

Il nuovo sistema è stato avviato in forma sperimentale in diverse province italiane e continuerà ad essere progressivamente esteso. Dal 1° marzo 2026 la sperimentazione è stata ampliata coinvolgendo numerosi territori del Paese, mentre l’entrata a regime della riforma su tutto il territorio nazionale è prevista a partire dal 1° gennaio 2027. 

L’obiettivo della riforma è rendere il sistema più semplice, rapido e omogeneo, riducendo le disparità territoriali e garantendo una maggiore tutela dei diritti delle persone con disabilità e delle loro famiglie.