Il valore del giornalismo e dell’impegno sociale
Il Consiglio nazionale sta lavorando molto per sensibilizzare le colleghe e i colleghi a trattare con attenzione i temi legati alle persone fragili, con disabilità e con malattie rare. È necessario sempre usare le parole giuste nel modo più appropriato e nel contesto specifico, perché con le parole si costruisce la realtà. Con le parole possiamo veicolare una rappresentazione corretta ed equilibrata di problemi e situazioni complesse e difficili, come quelle che vivono le persone di cui stiamo parlando. Allo stesso e tempo con le parole è facile trasmettere anche stereotipi e luoghi comuni che spesso denigrano, se non addirittura discriminano, coloro che si trovano in posizioni deboli.
Il giornalismo oggi ha il dovere di utilizzare un linguaggio corretto e appropriato per ogni situazione. A maggior ragione dovendo fronteggiare una inondazione di informazioni di ogni genere – vere, false, manipolate – che ci arrivano dai canali digitali. Per non parlare di un linguaggio aggressivo, discriminatorio e spesso violento che ormai sta entrando in uso comune anche tra i “grandi” della Terra. Sta a noi giornalisti contribuire a riportare il linguaggio nell’ambito della consapevolezza e del rispetto.
Il legame con il Premio Giornalistico “Alessandra Bisceglia”
Alessandra è stata un grande esempio di tenacia e determinazione nonostante le sue difficoltà. Già durante la frequentazione della LUMSA, che è una delle scuole di giornalismo riconosciute dall’Ordine, è emersa la sua grande forza di volontà e la passione per la nostra professione. Lo dimostra la quantità e la qualità del suo lavoro, tragicamente interrottosi a soli 28 anni, nel 2008. Sostenere un premio giornalistico in suo nome non solo è stato doveroso, ma credo sia un importante segnale dell’attenzione costante che l’Ordine e tutta la categoria deve avere nei confronti dei temi che la sua esperienza aveva posto: quello della piena accessibilità alla professione anche per coloro che hanno una disabilità e quello della necessaria attenzione nel modo di rappresentare tali situazioni. Credo che siano questi i contributi più importanti del premio a lei intitolato.
Coinvolgimento attivo e community
È del mese di febbraio la notizia di una bella esperienza realizzata in Molise, dove l’emittente Telemolise ha varato un telegiornale dedicato alle persone con disabilità (in particolare quelli con ipoacusia) a sua volta realizzato con il rilevante contributo di giovani con disabilità. Credo che questo sia uno di quegli esempi che nascono anche grazie agli stimoli da iniziative come quella del premio Bisceglia. Un contributo alla diffusione di un giornalismo etico, che è uno degli obiettivi del premio.
Ritengo, inoltre, doveroso citare due recenti e-book realizzati dal Consiglio nazionale: “Comunicare la disabilità, prima la persona”, del 2024, cui ha fatto seguito “Comunicare la salute mentale” del 2025. Due pubblicazioni che mostrano il nostro impegno costante per un giornalismo di qualità, obiettivo e che sia sempre rispettoso delle persone.
Se doveste descrivere il Premio Giornalistico “Alessandra Bisceglia” con una parola o un concetto, quale scegliereste e perché?
Uno stimolo a svolgere con passione e determinazione la professione giornalistica

